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La notte delle lanterne

Ci sono storie che non nascono per spiegare qualcosa. Nascono per far sentire.

La notte delle lanterne è un corto natalizio che parla di ciò che spesso resta ai margini delle feste: le assenze, le mancanze, i desideri che non trovano parole. È una storia silenziosa, fatta di sguardi, di attese e di piccoli gesti che, per un attimo, cambiano il peso delle cose.

Al centro del racconto ci sono due mondi che si sfiorano senza incontrarsi davvero. Una famiglia che vive in un’auto, unita nonostante tutto. Un uomo solo, segnato da una perdita che il tempo non è riuscito a cancellare.

La notte avvolge la città. Una lanterna appare e inizia il suo viaggio, attraversando vicoli, finestre, sogni e paure. Non porta una magia rumorosa, non promette soluzioni facili. Si limita a illuminare ciò che già esiste: il bisogno di sentirsi ancora parte di qualcosa, il desiderio di non essere dimenticati, la nostalgia di un amore che è stato.

Nel suo percorso, la lanterna entra nella casa della famiglia, portando calore e protezione. Poi, prima di riprendere il cammino, nella stanza di un bambino.

Arriva così a fermarsi davanti alla casa dell’uomo solo.  Ed è proprio lì che avviene il passaggio più delicato della storia. Quando la lanterna non entra nella sua casa, qualcosa cambia. La magia non si manifesta come ci si aspetterebbe, ma prende una forma diversa: lo solleva, lo accompagna, lo guida fuori dalla solitudine. Non per restituirgli il passato, ma per ricordargli che esiste ancora una possibilità di connessione.

La notte delle lanterne è anche un omaggio ad Acquaviva, città riconoscibile nei suoi monumenti e nei suoi luoghi simbolo, reinterpretati e modellati all’interno di un mondo di plastilina. Un modo per intrecciare memoria, territorio e immaginazione, trasformando la città in parte viva del racconto.

Questo corto non parla di regali. Non racconta un Natale patinato. Parla di gente, di relazioni spezzate e di legami che resistono, anche quando tutto sembra perduto. Perché il Natale, forse, non è solo ciò che ricevi.

È ciò che scegli di sentire. Buona visione. Dolceria Sapone

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